
Note 6 . Blaise Pascal: grandezza e limiti della ragione.

(1).  All'et  di  diciassette anni Pascal pubblic  la  sua  prima
"opera"   (si   trattava  di  un  manifesto  di  un  solo   foglio)
scientifica, Essai sur les coniques ("Saggio sulle coniche").  Come
si sa, le coniche sono curve che si ottengono secando la superficie
di un cono circolare retto od obliquo con un piano non passante per
il vertice (parabola, iperbole, ellisse, circonferenza).

(2).  La  lettera di Pascal si trova alle pagine 90-106  del  primo
volume  dell'edizione delle opere a cura di L. Brunschvicg,  citata
nella bibliografia in fondo al capitolo. Il corsivo  nostro.

(3).  Come    noto,  Evangelista Torricelli  (1608-1647),  giovane
discepolo  di  Galileo, aveva notato che in un tubo chiuso  ad  una
estremit,  riempito  di  mercurio  e  immerso  in  una   bacinella
anch'essa  contenente  mercurio, il metallo liquido  contenuto  nel
tubo  scende  fino  ad una certa altezza, creando  del  vuoto  alla
sommit  del tubo. Torricelli attribu correttamente le  variazioni
d'altezza  della colonna di mercurio ai "mutamenti  dell'aria,  ora
pi pesante e densa, ora pi leggera e sottile".

(4).  "Si pretende che molti fenomeni siano dovuti all'orrore della
natura  per  il  vuoto. Eccone i principali.  1.  Difficilmente  si
riuscir  ad  aprire un mantice del quale siano state accuratamente
tappate  tutte le aperture; e se si tenta di farlo si  avverte  una
resistenza  come  se le due ali fossero state incollate.  Anche  il
pistone di una lunga siringa chiusa oppone una resistenza quando si
cerca  di tirarlo su, come se fosse attaccato al fondo. Si pretende
che  questa  resistenza sia dovuta all'orrore della natura  per  il
vuoto  che  si formerebbe dentro il mantice; cercando conferma  nel
fatto  che  la resistenza cessa appena il mantice viene stappato  e
l'aria,  quando lo si apre, pu entrarvi nell'interno e  riempirlo"
(B.  Pascal, Trait de l'quilibre des liqueurs et de la  pesanteur
de la masse de l'air [dalla cui edizione parigina del 1664  tratta
questa  tavola],  traduzione italiana Trattato sull'equilibrio  dei
liquidi, Boringhieri, Torino, 1958, pagine 79-80).

(5). Confronta ivi, pagine 84-86.

(6).  Cos si esprime Descartes in una lettera a C. Huygens (fisico
matematico   e  astronomo,  tra  i  fondatori  della  meccanica   e
dell'ottica fisica. Scrisse, nel 1656, il primo trattato di calcolo
delle probabilit). Confronta M. F. Sciacca, Introduzione a Pascal,
in  G. A. F., citato, volume dodicesimo, pagina 982. Il riferimento
al  volume  che deve essere pubblicato si spiega con il  fatto  che
Pascal  aveva riferito delle sue ricerche sul vuoto in un opuscolo,
pubblicato  nel 1647, dal titolo Expriences nouvelles touchant  le
vide  ("Nuove esperienze sul vuoto"), presentato come Abrg  donn
par  avance  d'un  plus grand trait sur le mme sujet,  cio  come
anticipazione  (abrg)  di  un pi  vasto  trattato  sullo  stesso
argomento.

(7).  B. Pascal, Lettera dedicatoria [della macchina aritmetica  al
cancelliere  Sguier],  citata da M.  F.  Sciacca,  Introduzione  a
Pascal, citato, pagina 982.

(8).  "In verit gli avvenimenti che dipendono da una sorte ambigua
sono giustamente attribuiti pi alla contingenza fortuita, che alla
necessit naturale; per questo la conoscenza che possiamo averne ha
errato  incerta sino ad oggi; ma ora tali fatti, che si son  finora
ribellati  ad ogni esperienza, non possono pi sfuggire al  dominio
della  ragione;  e  grazie alla geometria  li  abbiamo  ridotti  ad
un'arte  esatta, tanto che partecipano della sicurezza e come  essa
sono  suscettibili di progresso. Cos, congiungendo il rigore della
dimostrazione  matematica all'incertezza della sorte e  conciliando
queste   cose   in  apparenza  contrarie,  la  nuova  scienza   pu
giustamente  attribuirsi il titolo meraviglioso  di  geometria  del
caso"  (in  M.  F. Sciacca, Introduzione a Pascal,  citato,  pagina
989).

(9).  B.  Pascal,  Frammenti (Penses), terzo, 427 [194],  Rizzoli,
Milano, 1983, pagine 433-435.

(10).  B.  Pascal, De l'esprit gomtrique, in G.  A.  F.,  citato,
volume  dodicesimo, pagina 1035. Il frammento fu scritto da  Pascal
molto probabilmente nel 1655.

(11). Ivi, pagina 1036.

(12). Confronta ivi, pagina 1038.

(13).  "Conosciamo la verit non soltanto grazie  alla  ragione  ma
anche  grazie  al cuore. In questo ultimo modo conosciamo  i  primi
princpi  ed invano il ragionamento, che non ha vi ha punto  parte,
tenta  di  combatterli.  I  pirroniani [gli  scettici,  seguaci  di
Pirrone], che non hanno altro scopo oltre a questo, vi si  sforzano
inutilmente. Sappiamo che non sognamo affatto. Malgrado l'impotenza
nella  quale  ci  troviamo di provarlo mediante la ragione,  questa
impotenza conclude unicamente alla debolezza della nostra  ragione,
e  non gi all'incertezza di tutte le nostre conoscenze, come  essi
pretendono.  Infatti  le  conoscenze dei  primi  princpi:  spazio,
tempo, movimento, numeri, sono altrettanto salde di qualsiasi altra
che  ci  diano i nostri ragionamenti ed  necessario che su  queste
conoscenze  del cuore e dell'istinto la ragione si  appoggi  e  che
essa vi fondi tutto il suo discorso. Il cuore sente che vi sono tre
dimensioni  nello spazio e che i numeri sono infiniti e la  ragione
dimostra  in  seguito che non esistono due numeri quadrati  di  cui
l'uno  sia  il  doppio  dell'altro.  I  princpi  si  sentono,   le
proposizioni  si deducono e il tutto con certezza sebbene  per  vie
diverse  -  ed    altrettanto inutile e ridicolo  che  la  ragione
domandi  al cuore delle prove per i suoi primi princpi per volervi
consentire,  quanto sarebbe ridicolo che il cuore  domandasse  alla
ragione  un  sentimento di tutte le proposizioni che essa  dimostra
per volerle accettare" (Frammenti, primo, 110 [282], citato, pagina
173).

(14).  Frammenti,  secondo, serie ventiduesimo,  512  [1],  citato,
pagine 577-581.

(15). "Poich l'intuito  ci cui appartiene il sentimento, come le
scienze appartengono all'intelletto. La finezza  la caratteristica
dell'intuito,  la  geometria  quella  dell'intelletto"  (Frammenti,
secondo, serie ventiduesimo, 513 [4], citato, pagine 581-583).

(16).  "L'uomo  non   che un giunco, il pi  debole  di  tutta  la
natura, ma  un giunco che pensa. Non occorre che l'universo intero
si  armi per schiacciarlo; un vapore, una goccia d'acqua basta  per
ucciderlo. Ma quando pur l'universo lo schiacciasse, l'uomo sarebbe
ancora  pi nobile di ci che l'uccide, poich egli sa di morire  e
quale  vantaggio  l'universo ha su di lui.  L'universo  non  ne  sa
nulla.  Tutta  la  nostra  dignit consiste  dunque  nel  pensiero"
(Frammenti, primo, 200 [347], citato, pagina 275).

(17).  "L'uomo  non  sa  in  quale rango mettersi,    visibilmente
smarrito e caduto dal suo vero luogo senza poterlo ritrovare. Lo si
cerca dovunque con inquietudine e senza successo in mezzo a tenebre
impenetrabili" (Frammenti, secondo, serie prima, 400 [427], citato,
pagina 403).

(18). B. Pascal, Frammenti, primo, 188 [267], citato, pagina 247.

(19).  "Non  posso perdonare a Descartes. Avrebbe  pur  voluto,  in
tutta la sua filosofia (naturale), poter fare a meno di Dio; ma non
ha  potuto  esimersi  da  fargli dare un colpetto  per  mettere  in
movimento il mondo: dopo di che non sa che farsi di lui" (Pensieri,
77 [Guerrier], Newton Compton, Roma, 1995, pagina42).

(20). Il 23 novembre 1654 Pascal ebbe una illuminazione folgorante:
"L'anno di grazia 1654. / Luned 23 novembre, giorno di S. Clemente
Papa  e Martire e altri del Martirologio. / Vigilia di S. Crisogono
Martire  e  altri. / Dalle dieci e mezzo circa della  sera  fino  a
mezzanotte  e  mezzo circa // Fuoco // Dio d'Abramo, Dio  d'Isacco,
Dio  di  Giacobbe, / non dei filosofi e dei sapienti.  /  Certezza,
certezza,  sentimento, gioia, pace. / Dio di Ges  Cristo.  /  Deum
meum  et Deum vestrum. / Il tuo Dio sar il mio Dio. / Dimenticanza
del  mondo  e di tutto, tranne Dio. / Lo si trova solo per  le  vie
insegnate  nel  Vangelo.  /  Grandezza dell'anima  umana.  /  Padre
giusto,  il  mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto.  /
Gioia,  gioia,  gioia, pianti di gioia. / Me ne  sono  separato.  /
Dereliquerunt me fontem acquae vivae, / Mio Dio mi abbandonerete? /
Che  non ne sia separato in eterno. / Questa  la vita eterna,  che
conoscano  te,  solo  vero Dio e colui che  tu  hai  inviato,  Ges
Cristo.  / Ges Cristo. / Ges Cristo. / Me ne sono separato,  l'ho
fuggito, rinnegato, crocifisso. / Che non ne sia mai separato. / Si
conserva  solo per le vie segnate nel Vangelo. / Rinuncia totale  e
dolce.  / Sottomissione totale a Ges Cristo e al mio direttore.  /
Eternamente nella gioia per un giorno di esercizio sulla  Terra.  /
Non  obliviscar  sermones  tuos. Amen" (Memoriale,  in  B.  Pascal,
Frammenti, citato, pagine 847-849). Il foglio su cui aveva  redatto
il  Memoriale  fu  cucito da Pascal nel risvolto del  corpetto  che
indoss fino alla morte e fu trovato da un domestico alcuni  giorni
dopo i funerali del filosofo.

(21).  "La grandezza dell'uomo  grande in ci che egli si  conosce
miserabile;  un albero non si conosce miserabile. E' dunque  essere
miserabile  il  conoscer[si] miserabile,  ma    essere  grande  il
conoscere  che  si    miserabile" (Frammenti, 114  [397],  citato,
pagina 175).

(22). B. Pascal, Frammenti, 148 [425], citato, pagina 217.

(23).  "Non meravigliatevi di vedere uomini semplici credere  senza
ragionamento.  Dio  concede loro di amarlo e di odiare  se  stessi.
Inclina  i  loro  cuori  a  credere. Non  si  creder  mai,  di  un
convincimento  utile e di fede, se Dio non inclina il  cuore  e  si
creder dal momento che egli lo incliner" (ivi, 380 [284],  pagine
387-389).

(24). Ivi, 418 [233], pagine 413-425.

(25).  Il  nome  deriva  dalla finzione letteraria  di  Pascal  che
immagina  che  un uomo di buon senso, certo Louis de  Montalte,  si
rechi  alla Sorbona per rendersi conto del dibattito teologico  che
ivi  si  svolgeva  e  per darne notizia, appunto attraverso  queste
lettere, ad un suo amico di provincia.

(26).  Il  giansenismo prende nome dal teologo  olandese  Cornelius
Jansen   (1585-1638),  fautore  di  una  restaurazione  dei  valori
cristiani    pi   autentici,   rappresentati,   a   suo    avviso,
dall'insegnamento  di sant'Agostino. Egli sosteneva  che  l'uomo  
inevitabilmente predisposto al male dalla corruzione  prodotta  dal
peccato  originale  e  trasmessa a tutte le  generazioni;  solo  la
grazia  pu  soccorrerlo e renderlo capace di  operare  bene  e  di
adempiere  la volont divina. Il movimento si svilupp,  oltre  che
nei Paesi Bassi e in Italia, soprattutto in Francia, dove l'Abbazia
di  Port-Royal ne divenne il centro pi importante. Pascal  ebbe  i
primi  contatti con Port-Royal nel 1648 e vi soggiorn per un certo
periodo  nel 1655, conoscendo, tra gli altri, A. Arnauld che,  dopo
la condanna di alcune proposizioni attribuite a Jansen, si eresse a
difensore  delle posizioni gianseniste e fu a sua volta  condannato
dai teologi della Sorbona.

(27).  Confronta  M.  F. Sciacca, Introduzione  a  Pascal,  citato,
pagina 996.

(28). B. Pascal, Frammenti, 887 [78], citato, pagina 825.

(29). M. F. Sciacca, Introduzione a Pascal, citato, pagina 998.

(30). Ibidem.

(31). A. Krailsheimer, Pascal, Dall'Oglio, Milano, 1980, pagina 30.

(32). "Questa guerra interiore della ragione contro le passioni  ha
fatto  s che coloro che hanno voluto stare in pace si sono  divisi
in  due  sette.  Gli uni hanno voluto rinunciare alle  passioni,  e
divenire  di,  gli altri hanno voluto rinunciare  alla  ragione  e
divenire  bestie brute. [...]Ma non lo hanno potuto n gli  uni  n
gli  altri,  e la ragione sta sempre l ad accusare la  bassezza  e
l'ingiustizia delle passioni e a turbare il riposo di coloro che vi
si  abbandonano. E le passioni sono sempre vive in  coloro  che  vi
vogliono  rinunciare"  (B. Pascal, Frammenti,  410  [413],  citato,
pagine 407-409).

(33). Ivi, 417 [548], pagina 411.
